Andrea Pellegrini

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Le Città e la Memoria


Acustiche ispirazioni dal libro Le Città Invisibili di Italo Calvino


Marco Cattani Group & Gabriele Mirabassi

Music by Marco Cattani

"Portovenere" by Andrea Pellegrini


Stefano Rapezzi, voce e chitarra - Gabriele Mirabassi, clarinetto - Marco Cattani, chitarre - Mirco Capecchi, contrabbasso - Michele Vannucci, vibrafono, batteria e percussioni - Max Gerrero, elettronica. Guests: Marco Bartalini, flicorno, Andrea Pellegrini, pianoforte


Note al Cd

E quante volte mi sono ri-svegliato, così, lungo le vie di invisibili città, ammirandone, disteso, la moltitudine di genti che mi veniva incontro. Coincidenze, collezioni di ricordi, quei passi, diversi, in ogni città, mi suonano, oggi, familiari, come i tempi dispari di una riconoscibile partitura jazz. Zobeide, Leonia, l'orecchio teso al racconto, i segni lungo i selciati, le risposte cercate per le nostre domande... Di tutte, senza goderne le meraviglie, si affolla la memoria. Appaiono: strade, occasioni, paure, desideri, somiglianze. Rivive l'inganno del linguaggio. In un mondo d'altro, lontano dal quotidiano, distante dalle esistenze soltanto contemplate, un mo(n)do di melodie lontane, eppur presenti. Ora, soltanto ora, quel mondo invisibile ci appartiene.

Alberto della Rovere

 

Si puo' costruire città partendo dalla musica? Si possono ricostruire le città, le nazioni, le famiglie, i quartieri partendo dalla musica? Chi ha paura della musica che costruisce? Chi ha paura della musica che fonda e rifonda? Noi non abbiamo paura. Noi siamo la musica che costruisce; siamo costruttori di città, perchè siamo musicisti. Per questo ci temono e per questo ci ostacolano in tutti i modi possibili. Ma noi continuiamo a suonare. E' la musica che fa le cose, non viceversa. E' l'arte, alla base delle città, non viceversa. Marco Cattani è un costruttore di città, solide e reali più di quelle reali: un architetto sonoro che fa ponti e strade dritte, solide case e bei giardini. Sono orgoglioso di essere stato, qui, suo collaboratore. Mi siedo qui, in questo bar, all'ombra, vicino al suo mare, osservo le sue isole e conto le sue nuvole. Che bello.

Andrea Pellegrini

 

Spesso appare un colore come segnale d'inizio della ricerca, inseguire un colore e cercare dentro la memoria un luogo: la città ideale. Opponendoci al grigio della città moderna si individua una luce nuova, la luce che ispira creatività e bellezza. Così questo percorso di suoni nelle città della memoria illumina e indfonde speranza; invita a recuperare il proprio stile di vita.

Alessandra Trabucchi