Andrea Pellegrini

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Modigliani


"Geniale!" (Enrico Rava)


Modigliani - Il Tratto, l'Africa e Perdersi

allegato al libro di Andrea Pellegrini "Mirabolanti avventure di un jazzista" Erasmo edizioni, Livorno 2014

Pubblicato nel 130° anniversario della nascita di Amedeo Modigliani, nel 30° anniversario della beffa delle false teste livornesi

Music Studio Il Poderino della Gioiosa, Casale Marittimo e Editrice Erasmo, Livorno


Quintetto di Livorno 2014

Tino Tracanna, sax

Tony Cattano, trombone

Andrea Pellegrini, pianoforte

Nino Pellegrini, contrabbasso

Michele Vannucci, batteria


La Ballata del Fosso Reale (A.Pellegrini)

Modigliani (A.Pellegrini)

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Dopo il progetto sui Macchiaioli, un altro grande artista della pittura, nato in Toscana e trasferitosi dal 1906 in Francia, ha ispirato il Quartetto di Livorno. E’ uno dei massimi esponenti della pittura italiana del '900: Amedeo Modigliani.

Il “Progetto Modigliani”, come quello sui Macchiaioli (2008), nasce da una ricerca di identità al di là di ogni provinciale gusto di ripiegarsi su se stessi o di riscoprire chissà quali stimoli in realtà locali passate o sorpassate. La ricerca di identità artistica è un fondamentale atto di riconoscimento di sè doveroso per ogni disciplina, e questo percorso puo' svolgersi solo "in relazione" con quanto precede e circonda l'artista, mai da soli: "La realtà è un rapporto" dice Massimo Mila.

Per un jazzista la strada verso Modigliani passa attraverso l'Africa, grande presenza comune al jazz e a Modigliani stesso: da un lato, alcune fra le radici poliritmiche e non tonali del jazz (cosmopolite e multiformi sin da subito, e anche europee); dall'altro, incontro–scontro fra un pittore (e scultore) toscano, scappato verso l'ignoto con entusiasmo e paura, con la grande madre. I profili, gli occhi, i nasi, i colli, le lunghe mani dipinte da Modì sembrano ammiccare all'Africa, o a un'Africa ancora più antica, mai realmente esistita come accade spesso alle cose più vere.

C'è una figura di jazzista simile in modo impressionante a Modigliani; Charlie Parker. La vita, il perdersi, la doppia esistenza, la genialità dirompente, il dolore, la tenerezza. "La Bellezza impone doveri dolorosi..." (Modigliani). Credersi al di sopra di regole, morale, costumi, è una costante per Parker come per Modigliani... "Abbiamo diversi doveri, perchè abbiamo diversi diritti..." diceva Modì. Parker e Modigliani terminarono l'esistenza ad età incredibilmente simili e donarono al mondo quantità simili di bellezza. Provarono rabbia simile e simile disperazione, in un crepuscolo denso di suicidi. "Si dice che ho trent'anni... ma se ho vissuto tre minuti in uno, non ho forse novant'anni?" (Baudelaire).Stesse identiche cose confessa Parker. E "Solo l'arte stavami addosso senza saperlo, né ancora lo so" diceva Fattori.

Si può vivere solo con l'arte? Solo coltivando il pre-sentimento, come in perenne attesa che il resto cominci, sempre a sipario chiuso, come ad allenarsi in vista di un debutto che non coinciderà che con la fine? Sempre comprendere tutto, mai comprendere il mondo? Sempre a contare il tempo, senza viverlo?

"I Musicisti... perdono il tempo per lasciarlo vuoto... e per non diventare una categoria" (Claudio Lolli)”


 

Foto: Bo Allison, Carrara, Il Fuoriporta

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