3 - Pellegrini musicisti nel '900

Uno dei figli di Giulio e Carlotta Toccafondi [12], PAOLO PELLEGRINI (Livorno 24.3.1891 – Livorno 18.10.1955), mio nonno, fu insegnante di musica, compositore di operette, pezzi sacri, per piano e voce e per pianoforte, organista e pianista.
Paolo Pellegrini, insegnante alla scuola di canto della Congregazione Mariana di Studenti in Livorno, Manualetto del Cantore, Livorno, Tipografia Fabbreschi, 1912
Paolo Pellegrini, insegnante alla scuola di canto della Congregazione Mariana in Livorno, Manualetto del Cantore, Livorno 1912

Sposò Anna Constantini, appartenente a un'importante famiglia livornese di origine greca: Giorgio, suo padre, e Gianni, suo fratello, furono amici d’infanzia di Mascagni. Di Paolo sono rimasti  manoscritti e pubblicazioni: “Tre Composizioni” pubblicate (“Melodia” per piano e canto dedicata ad Anna Constantini, “Romanza” per pianoforte, “Stornelli” per piano e canto); l’operina per voci bianche “Il Piccolo Martire”, libretto proprio, rappresentata a Livorno, Teatro dei Gesuiti e a Firenze, Teatro dell’Istituto Stensen nel 1911; la Messa composta in prigionia a Somorja (ex Ungheria, oggi Samorin in Slovacchia) nel dic. 1916, rappresentata lì con un gruppo di prigionieri e a Livorno, Natale 1920; la Preghiera a Maria. Abbracciata la carriera militare, raggiunse il grado di Ten. Colonnello di Fanteria, scrisse la Marcia d’Ordinanza del 202° Regg.to Fanteria (eseguita alla presenza del Gen. Cadorna) e l’Inno della XIma Armata. Pubblicò un Manuale di Musica e Canto, oggi alla Bibioteca Labronica di Livorno e alla Nazionale a Firenze (immagine pubblicata su concessione della Bibl. Labronica - Comune di Livorno).

La mia bisnonna materna, Laura Di Palma, raccontava di Pietrino, amico del marito e del cognato: figlio del fornaio che riforniva la famiglia Constantini (con la "n"!) - mercanti di stracci e spezie originari della Grecia stabilitisi a Livorno, allora porto franco, per salvarsi dall' invasione Turca della Grecia – da bambino veniva invitato a ruzzare con i Constantini, d' estate, nella villa del Poggetto visibile sulla destra prima del sottopassaggio della ferrovia prima del bivio dell’ Apparizione verso Montenero. Uno dei giochi preferiti dal piccolo Mascagni e dai Constantini consisteva nel nascondere ranocchi prelevati nel vicino Rio Ardenza nelle scarpe della sorella di Gianni e Giorgio, Iginia.

> CONCERTO: Istituto Sup. di Studi Musicali P. Mascagni 15.2.2007 musiche di EMILIO GRAGNANI, RODOLFO DEL CORONA, SIRIO SANTUCCI, ALBERTO MONTANARI E PAOLO PELLEGRINI: PROGRAMMA E NOTE

> NEWS! Cd con musica di P.Mascagni, P. Pellegrini e altri compositori livornesi "Visione Lirica", Alessandra Dezzi, pianoforte.

GIANFRANCO PELLEGRINI (Livorno, 20.8.1925 – Pisa, 25.6.1977), mio padre, figlio di Paolo, allievo del chitarrista Cagnacci, rappresentò un’apertura nella tradizione familiare: pianista autodidatta, si occupò di jazz e fece parte di quel circuito di musicisti che ha portato al noto circolo livornese “Duke e Quartetto Mori. Da bambino aveva cantato in un coro di voci bianche al teatrino dei Gesuiti in via del Platano a Livorno, nell'opera di Soffredini "Tarcisio" (1935 ca.); dopo il 1945, in "La Nemica" di Niccolini e in "L"antenato" di Carlo Veneziani insieme al fratello PIERLUIGI a Uliveto Terme. foto1 : Gianfranco Pellegrini, Livorno 1951; foto2 : Gianfranco Pellegrini, Livorno, anni '70. La tradizione della “musica in salotto” ha fornito a me e ai miei fratelli educazione dell’orecchio, del senso ritmico, dell’istinto armonico sulla quale si basa la nostra competenza professionale vera e propria. Ho così constatato personalmente come le “session” jazzistiche abbiano funzioni analoghe di diffusione capillare della musica e di “familiarizzazione” con gli elementi del linguaggio musicale alla tradizione della “musica in casa” mitteleuropea.

PIERLUIGI PELLEGRINI, esperto musicale, violinista e pianista, fu allievo di Giulio Compare (violinista che ebbe un momento di celebrità negli anni '70 a Sanremo con la canzone "Quando vien la sera..."). Vinse tra l’altro un’edizione di “Lascia o Raddoppia?”, sulla Lirica, nel 1956. …Pierluigi fu una delle prime vittime delle “gaffe” di Mike Bongiorno. Alla domanda finale “in cabina” fu mandato in onda un nastro con un brano del Nabuccodonosor di Verdi: Pierluigi naturalmente non ebbe dubbi… ma Mike esclamò dispiaciuto: ‘Peccato! Non’è il Nabucco: e’ il ‘Nabuccodonosor’!” Nel filmato, disponibile nell’archivio Rai, si vede chiaramente mio padre, presente in sala, alzarsi dalla poltrona con fare minaccioso e dirigersi verso Mike… Per fortuna il “notaio” chiarì la questione dando a mio zio la vittoria e salvando Mike dalla livornesissima irascibilità di mio padre…

> FOTO: PIERLUIGI PELLEGRINI & MIKE BONGIORNO 1955 (Foto Del Secco)

> FOTO: FINALE DI "LASCIA O RADDOPPIA?" 1959 P.L.PELLEGRINI E MIKE BONGIORNO


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