"fra l'impronta surreale di Carla Bley e il senso melodico italiano..." [Musica Jazz]

"Questa orchestra è sorprendente"  

[Radio CBS, Sydney, Australia]


Foto Giacomo Innocenti - Laura Pupeschi

www.myspace.com/oajbg


 

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RECORDS

CREDITS /

MUSICIANS

 

 

 

CD "DISORDINI AL CONFINE"

NJI Nuovo Jazz Italiano 2002

Materiali Sonori - www.matson.it

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".polifonie vocianti e contrappunti graffianti cancellano ogni traccia di prevedibilità." [Musica Jazz]

"From the confines of disorder comes captivating music" [Jerry D'Souza, www.allaboutjazz.com ]

" interessante, . contaminazioni, tradizioni e "disordine" strutturato. "

[Jazz Convention]

". energia, netta e sincera, e molto colore" [Stefano Zenni]

"Questa orchestra è sorprendente" [Pino Scuro, Radio Sydney, Australia]

"Mi piace l'idea del collettivo musicale, i riferimenti a Mingus e alla musica più libera di quella che oggi dilaga" [Mario Raja]

"Complimenti; roba molto energica, scritta molto bene " [Franco D'Andrea]

"...totalmente, inequivocabilmente evocativo in maniera prepotente"

[M.Rosaria Spizzirri, Continuum]

CREDITS /
MUSICIANS

CD "INTERFERENZE"

NJI Nuovo Jazz Italiano 2003

Raving Records - www.ravingrecords.com

"Stravinskj, Hindemith, echi zappiani, canterburiani e classiciClasse sopraffina, utilizzo superbo dei fiati.impatto totale con musica senza confini"

[Mucchio Selvaggio]

"La musica di Andrea Pellegrini estesa al Gruppone risuona come un'amplificazione dei suoi intenti, tanto personali quanto condivisi... Mi siedo e a momenti canto. Mi sento a casa"

[Patricia Barbetti, RTSI - Radio TV Svizzera Italiana, Rete 2, Lugano]

"The outcome, once again, is enticing." [Jerry D'Souza, www.allaboutjazz.com ]

"Come Mingus, l'ispirazione ti viene da qualsiasi luogo. autenticamente jazz, caldo e potente, con lo swing in cattedra." [P. Scuro, Radio SBS Sydney, Australia]

CREDITS /
MUSICIANS

CD "MALCONTENTA E ALTRE STORIE"

NJI Nuovo Jazz Italiano 2006 / Barga Jazz

"composizioni ora allusive, ora nitidamente disegnate...sapienti armonie... stimolanti cambi di direzione...affascinanti sfumature...l'atmosfera generale è tesa e avvincente" [Musica Jazz, luglio 2006]

“…composizioni e arrangiamenti inusuali…una musica onnivora, che rifiuta i confini…sviluppi elaborati…i brani scorrono fluidi, piacevoli, percorsi da una leggerezza che solo il gioco può avere… e di questo si tratta, anche quando si sperimenta” (DB, JAZZIT nov.-dic. 2006, ****)

 


"Des sons issus de chaque recoins de la terre et de chaque instant du temps...

Mingus, un tango magnifique, une séquence transpercée par un alto fou,une danse

entre méditerranéen et mer du nord (Tino Tracanna)"

Une dimension orchestrale conciliant figures de style jazzistiques et sens de la mélodie italienne

"Sounds from any place on earth and any time in history.Mingus, a marvellous tango, a modular sequence pierced by a crazy alto, a dance between the Mediterranean and the North Sea" (Tino Tracanna)

An orchestral dimension, conciliating jazz with a flavour of Italian melodic sense

  "Sonidos de distintos puntos de la tierra y distintos momentos del tiempo...Mingus, un bellisimo tango, una secuenzia traspasada de un alto demencial,

una danza entre el mediterraneo y el mar del Norte (Tino Tracanna)

Una dimencion orquestal que junta estilos jazzisticos con melodias  regionales

"Nada-nada datang dari setiap sudut di burni dan dari setiap saat waktu...
Mingus, sebuah tarian tango yang indah, sebuah bagian ulangan yang tertusuk oleh sebuah "alto-Sax" yang gila. Sebuah tarian yang berdiri di antara laut mediterraneo dan laut utara..." (Tino Tracanna). Sebuah dimensi yang dapat membertemukan gaya jazz dengan melodi asli dari Italia.

"Suoni da ogni punto della terra e da ogni momento del tempo.Mingus, un bellissimo tango, una sequenza trafitta da un alto folle, una danza tra mediterraneo e mare del nord..." (Tino Tracanna)

Una dimensione orchestrale che concilia stilemi jazzistici con melodicità nostrana

"Geluiden van alle plaatsen op aarde en alle perioden in het verleden...Mingus, een geweldige tango, een opeenvolging doorbroken door een krankzinnige [sax] alto,

een dans tussen de middelandse-en de noordzee" (Tino Tracanna).

Een orkestrale dimensie die jazz elementen samensmelt met een italiaans temperament

"Lyde fra hvor som helst på jorden og fra når som helst i tiden.... MIngus, en pragtfuld tango, et sekvens gennemboret med en sindssyge handling, en danse mellem Middelhavet og Nordsøen..." (Tino Tracanna)
En orkestral dimension som forsoner jazzens stilarter med Italienske melodifornemmelse

"Toene von jedem punkt der Erde und von jedem Augenblick der Zeit...

Mingus, ein wunderschöner Tango, eine Folge von einem bohrenden Alt durchlöchert, ein Tanz zwischen Mittelmeer und Nordsee..." (Tino Tracanna)

Eine orchestrale Dimension die Stile des Jazz mit einheimischer Melodik in Einklang bringt.

Foto di Lia Cini - Pisa


Orchestra Jazz Bonamici "Group-One", foto di Michela Casarosa - Pisa


L' Orchestra ha iniziato le sue attività nel 1996: un "combo" aperto al jazz del terzo millennio, rinnovato profondamente in termini di sonorità, stili, spunti. Incastri ritmici e timbrici e eco orchestrali, o bandistiche, a sprazzi. Così "Ballata per Hrabal", "Baloo", "Tarantella Esagonale". Fanno capolino le ombre di Mingus e Carla Bley, Bruno Tommaso, sonorità pucciniane e ellingtoniane.

Si è imposta all'attenzione del pubblico internazionale e della critica specializzata inaugurando il 7° Festival Instabile 2003 al Teatro Verdi di Pisa, esibendosi a fianco delle maggiori compagini orchestrali contemporanee europee come Instant Composers Pool di Misha Mengelberg e Han Bennick, Copenaghen Art Ensemble e Italian Instabile Orchestra, all'interno di una delle più prestigiose rassegne del jazz orchestrale internazionale. L'orchestra ha pubblicato 3 cd.


MUSICIANS 2009:

Lucia Neri, Elisa Azzarà, flauti

Giacomo Innocenti, Luigi Pieri, sax, clarinetti

Davide Pucci, Marco Calcaprina, tromba

Piero Bronzi, Stefano Franceschini, sax

Giacomo Riggi, vibrafono

Andrea Pellegrini, Piergiorgio Pirro, pianoforti

Nino Pellegrini, Matteo Anelli, contrabbassi

Alessandro Pieri, Daniele Paoletti, batterie  

Arrangiamenti, Conduzione: Andrea Pellegrini
Musiche: Charles Mingus, Duke Ellington, Andrea Pellegrini,
Giuseppe Verdi, Giacomo Innocenti, Stefano Franceschini, Edoardo Marraffa, Wayne Shorter


PHOTO: Nino Pellegrini (double bass), Marco Mariotti (el.bass)  

PHOTO:Giacomo Innocenti (sax), Elisa Azzarà (flute)


CONTACTS

ph.: +39 0586 801739, mob.: +39 338 63 46 037, fax +39 050 540450


REVIEWS - RECENSIONI

"... Già documentato dal brillante Cd di esordio "Disordini al Confine", il lavoro di Pellegrini attinge a varie fonti con efficace senso della sintesi. I riferimenti alla nostra tradizione popolare, condensati al meglio in "Tarantella esagonale", sono filtrati attraverso la sensibilità jazzistica e la coscienza delle indagini compiute sul terreno folklorico da autori come Bartòk e Stravinskij. La tendenza ad accostamenti timbrici inusuali, particolarmente evidente in "Baloo" e "Portovenere", si colloca sulla strada aperta da Bruno Tommaso e dalla stessa Italian Instabile Orchestra. La coralità ed il respiro delle orchestrazioni assumono poi in "Ballata per Hrabal" delle coloriture quasi zappiane...''

[ Enzo Boddi , Dicembre 2003, www.allaboutjazz.com/italy/articles/arti1203_014_it.htm]

"The land of the Italian Instabile Orchestra is home to a range of music that is irreverent, joyous, free, folky and several other posits that reward careful listening. Andrea Pellegrini fits right in."

[Jerry D'Souza,www.allaboutjazz.com/reviews/r0503_083.htm]

"... illustra una visione compositiva in bilico tra superstrato afroamericano, substrato melodico italiano e patrimonio europeo: una sintesi ispirata tra spunti popolari, l'eredità del Novecento e la tradizione orchestrale jazzistica ..."  

[ Musica Jazz, Gennaio 2004]

".polifonie vocianti e contrappunti graffianti che cancellano ogni traccia di prevedibilità.la vena di Pellegrini è sostenuta da alcune felici intuizioni.uno spunto di sapore popolare in Tarantella Esagonale, mediato da un filtro di estrazione accademica che ha le radici nell'opera di Stravinskij e Bartok, contasti e dissonanze in Ballata per Hrabal, risolto da un'orchestrazione che riporta alla mente Zappa.; capacità di sintesi con Baloo e Portovenere. un punto di incontro fra l'impronta surreale di Carla Bley e il senso melodico italiano mirabilmente condensato da Nino Rota. nel disordine volutamente creato ai confini tra aree stilistiche diverse questa musica individua la propria forza"

[Musica Jazz, Dic. 2003]

"Pellegrini conducts a 20-piece band and is responsible for the arrangements on this album. The selections include some worthy standards as well as originals that eclipse the ordinary, shining as much for the composition as they do for the arrangement. Pellegrini takes movement across a wide swath, adorns it with solos that lock in with the concept, and then opens an avenue for the ensemble.

"Agorà" leaps in with the orchestra arcing a woozy path, the pulse enlivened by the horns - particularly Innocenti on his soprano - before Dente takes over and calms the waters. The quietude is short-lived as Arnone stirs a quicker tempo on the drums and the orchestra clasps the churn. The folk music that seeps into "Tarantela Esagonale" is delightful, evoking swirling images of dancing in the sun. When the soprano sax cuts through the melody, dissonance rears its head aided by the clang and clatter of the drums and hardware.

The Mingus tunes hold true to the composer's spirit; "Boogie Stop Shuffle" explodes through the volatile eruptions of the horns. Innocenti extends "Self Portrait In Three Colors" with a "fourth color" that flows in tranquil ease from his clarinet. Under Pellegrini, "A Night In Tunisia" is a night filled with stars and a balmy breeze. The heat of bop has been tempered, and while the Rhodes does not have the depth of a piano, it gives imagination another play. From the confines of disorder comes captivating music"

[~ Jerry D'Souza  - http://www.allaboutjazz.com/reviews/r0503_083.htm ]

"...Dire che Disordini al confine sia un 'bel cd' non riesce sicuramente a coglierne l'essenza. E' molto di più: è totalmente, inequivocabilmente evocativo . E lo è in maniera prepotente... In questo caso, è vero, non si può fare a meno di 'sentire', ma ancor di più non si può fare a meno di 'vedere'. E' la musica che fa tutto da sé: non si può sfuggire al turbine di immagini che ogni ascolto produce, è un effetto incondizionato.   E questo effetto è tanto più forte nei pezzi originali: Agorà, Tarantella Esagonale, Ballata per Hrabal, Baloo, Portovenere.   Incredibile scoprire come siano davvero uno diverso dall'altro. Lo stile compositivo, fatto dall'alternarsi continuo di tensioni e distensioni, da richiami a sonorità classiche o della musica popolare o ancora a quelle proprie del jazz più tradizionale, e che dà all'improvvisazione ampio spazio, è sempre riconoscibile, ma ciascuno dei pezzi produce immagini in cui su tutto domina sempre un carattere differente: i colori , in Tarantella Esagonale (forti e accesi) ed in Baloo (caldi, ma tenui); la danza, in Agorà (funky, swing e samba si succedono nel pezzo, creando un senso di energia trascinante); l'idea di viaggio , in Ballata per Hrabal (viaggio 'alla scoperta di') ed in Portovenere (viaggio di evasione). Ma non da meno sono i 'grandi classici' ( Jump Monk, Self Portrait in Three Colors, Take the "A" Train, A Night in Tunisia, Boogie Stop Shuffle) che completano la serie: pur conservando tutti l'impronta originale, acquistano nuova vitalità... Ascoltate e. vedrete!" [Maria Rosaria Spizzirri (Continuum, n. 3 - 2003)]

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