2 I Pellegrini musicisti e i rapporti con Mascagni
Da GIUSEPPE VIANESI, 7 generazioni consecutive VIANESI PELLEGRINI si sono occupate di musica.
LA FAMIGLIA VIANESI
> Biblioteca Comune di Parma: opere rappresentate (1800) dalla famiglia Vianesi (.doc);
> composizioni di Augusto Vianesi;
> SBN (Servizio Bibliotecario Nazionale): informazioni sull' operetta giocosa composta da Donizetti "da rappresentarsi dai sei fanciulli Vianesi" Venezia 1842. Qui: dettagli. Anche qui (ItalianOpera).
GIUSEPPE VIANESI (Pistoia 1799 Lucca 1883), nonno materno di Giulio Pellegrini, fu discepolo a Bologna di Padre Mattei (allievo di Padre Martini, insegnante anche di C.P.E.Bach e W.A.Mozart), professore di Oboe, compositore di musica sacra, ricercato maestro di Canto, compagno di studi di Rossini, amico di Bellini e Donizetti. Anchegli Direttore, diresse negli anni 40 e 50 una Compagnia di Opere nella quale militavano i figli Ida, Augusto, Callisto, Alcibiade, Odoardo (1836 -?), Enrico. Fu intimo, a Milano, della famiglia di Amilcare Ponchielli e amico di Antonio Ghislanzoni (1824-1893), librettista dell Aida di Verdi, di Fosca e Salvator Rosa di Gomes, de I Lituani di Ponchielli, di Edmea di Catalani ecc.; di Ferdinando Fontana, librettista de Le Villi e Edgar di Puccini; di Giovannina Strazza vedova Lucca (1814-1894), proprietaria della casa Editrice Musicale Lucca poi fusasi con Ricordi; di A. Kraus Figlio, fabbricante di pianoforti; del compositore Francesco Sangalli (1820-1892) ecc.
AUGUSTO VIANESI (Livorno 2 Nov. 1827 New York 4? 11? Nov. 1908? 1907?), zio materno di Giulio Pellegrini, fratello di Ida (Livorno 1826 - 1896) - insegnante di musica e cantante nota in Italia nella metà del 1800 - fu Direttore dOrchestra
di fama internazionale. Lavorò con Rossini e altri
in tutto il mondo: diresse la prima italiana del Tannhauser
di Wagner (Trieste, Teatro Grande oggi Verdi, 1878) e la prima americana di Cavalleria Rusticana al Metropolitan
di New York il 30?/20?.12.1891. Allievo di Giovanni Pacini e Tehodor Dohler, nel 1857 fu chiamato a Parigi da Rossini; nel 1859 fu al Drury Lane di Londra, poi a Mosca, Pietroburgo, Madrid, Liverpool,
di nuovo a Londra (1880) al Covent Garden; nel 1883 a Philadelphia; nel
1887 ritornò a Parigi come Primo Direttore all Opéra dove, dirigendo la millesima rappresentazione degli Ugonotti
di Meyerbeer, lavorò fino al 1891. Tornò in America dove trascorse gli ultimi anni. Vedi Amadeus - Opera House, musicsack.com, ClassicaOnLine, Internet Archive USA, DEUMM UTET 1988, Garzantina 2005,
Schmidl Sonzogno
ecc.
Elena Tronci, moglie di Giuseppe Vianesi, apparteneva alla celebre famiglia pistoiese di fabbricanti di organi. L'organo della Chiesa di S. Stefano a Pisa fu costruito da organari fra cui i fratelli Filippo e Antonio Tronci nel 1733. I Tronci (DEUMM Utet) oggi gestiscono la famosa fabbrica di percussioni UFIP, Pistoia.

GIULIO PELLEGRINI (Livorno 26.11.1850 6.3.1923, v. foto) figlio di Aristide, amministratore di immobili, e Ida Vianesi, studiò musica con la madre; si
perfezionò
nel pianoforte, nellorgano, timpani e
Direzione dOrchestra allIstituto Musicale livornese Cherubini fondato nel 1875 da Alfredo Soffredini (Livorno 1854 Milano 1923) il
quale dedicò a Giulio, allievo prediletto, alcune composizioni. Fu a lungo Organista della Chiesa di S.Caterina dei Domenicani a Livorno, amico di Amilcare Ponchielli e del giovane Pietro Mascagni. Ne ricevette la dedica
della Prima Sinfonia in Fa (1880), oggi pubblicata
in Italia (senza confronto con il manoscritto originale appartenente alla famiglia Pellegrini dal 1880) da una casa editrice musicale italiana.
Giulio fu da Mascagni stesso richiesto spesso come collaboratore:
ad es. per la Prima (Vedi mascagni.org qui) della Cantata In Filanda [2] (Livorno, Salone del Casinò di S.Marco o dei Floridi 9.2.1881; prima in tempi moderni: Livorno, Teatro Goldoni 12.5.2006), protagonista la sorella ENRICHETTA,
soprano (foto),
[3] con Giulio ai timpani e laltro
fratello Adolfo, secondo violino, [4]
diretta da Soffredini con Mascagni al pianoforte; Corrado
Bonaventura e Maurizio Friedmann erano tenore e basso.[5]
A Enrichetta Mascagni dedicò il suo Pater
Noster volgarizzato da D.Capellina, messo in musica da P.Mascagni "per soprano e accompagnamento di quintetto a corda" composto il 12.11.1880, eseguito per la prima volta il 22.11.1882 all Istituto Cherubini, dedicato alla gentilissima signorina E. Pellegrini. Enrichetta cessò le attività artistiche col matrimonio; morì del parto del primogenito Aristide Getti
[6] [7]
ENRICHETTA PELLEGRINI.doc. Giulio P. partecipò allallestimento di altre opere di Mascagni:
fu ai timpani, e il fratello Adolfo al secondo
violino, anche alla prima della Cantata Alla Gioia dedicata
al conte Florestano De Larderel (lettera autografa di P. Mascagni 4.11.1881)
a Livorno, Teatro Avvalorati, 27.3.1882. Si ricorda inoltre
una Messa eseguita nella Chiesa di S.Caterina mercé
le cure dellegregio organista signor Giulio Pellegrini con un Mottetto composto a Milano per loccasione da Mascagni (23.6.1882)
e unaltra Messa mascagnana eseguita nella stessa Chiesa
con lallestimento di Giulio P. il
7.10.1883. Nel 1885 Mascagni
ridusse per Giulio Pellegrini la propria
romanza per Tenore e orchestra Il Re a Napoli su parole di Andrea Maffei (prima
esecuzione: Livorno, Teatro Goldoni 12.10.1884, fatta da Dario Acconci). Il manoscritto appartiene all Archivio di Casa Savoia. Giulio P. fu
organista presso i Cappuccini a Livorno fino alla morte.

Di Giulio P. scrive con entusiasmo Soffredini nel giornale Il Telefono (8.10.1883) dove racconta di una Messa eseguita sotto la direzione di Mascagni per la festa di S.Maria del Rosario (E.Gragnani, cit., pag. 56)[8].
Giulio ricevette da Mascagni la dedica e la proprietà del manoscritto della versione per pianoforte a 4 mani della Prima Sinfonia in Fa (1880), mai eseguita nella versione orchestrale [9] (alla SIAE non risulta depositata
la versione orchestrale ma lo è quella per piano). Sicuramente
fu eseguita nella versione per piano a 4 mani allinterno delle Serate
Musicali in uso alla fine del secolo nei salotti livornesi amanti della musica. Spesso Mascagni si univa a Giulio
e altri amici [10]
nelle esecuzioni delle proprie opere giovanili. Fu eseguita a casa
di Enrico Toccafondi [11], frequentata dai giovani Pietro Mascagni e Giulio
Pellegrini,
nel dic. 1880 dai due amici. Della Sinfonia, imitazione classica stupenda, esiste un interessante
analisi in Emilio Gragnani, Mascagni a Livorno in Pietro
Mascagni, Mario Morini, Sonzogno Milano 1964 vol. II pp. 51
- 54. Non si tratta
di un capolavoro ma di un lavoro giovanile svolto con grande conoscenza
dei codici classici e piglio originale. E' una composizione organica, complessa, dal grande valore storico; mostra un Mascagni diciottenne alle prese con le forme classiche, la tradizione, l'orchestra; evidenzia il livello di conoscenze proposto dal Soffredini ai giovani che con lui si
formavano e le già complete capacità del giovane Mascagni
nel maneggio di forme complesse. Di carattere
Haydniano, in 4 tempi, contiene spunti che in seguito Mascagni utilizzerà ne Le Maschere (E.Gragnani, cit. p. 54). Il manoscritto
autografo della versione per piano a 4 mani della Sinfonia e quello di un Alleluja per Due Voci e Organo di Mascagni
appartiene alla famiglia Pellegrini; furono ereditati dai
discendenti di Giulio (Carlo, Gino, Giuseppe, Paolo, Luigi)
e dal figlio Paolo. Il manoscritto
fu esposto solo una volta a Milano in una mostra dedicata
nel 1959 a Mascagni. Forse in quel periodo iniziò la
sciagurata diffusione di fotocopie che ha portato a una pubblicazione non
basata sull'originale che ad es.
non riporta la dedica iniziale nè i numerosi commmenti autografi e
riporta errori di trascrizione.
DISEGNO: Operetta "Papà Tonio", parole di A. Toccafondi, musica di L. Pratesi. Via De Larderel, Livorno, Carnevale 1889. Al piano: Giulio Pellegrini
DISEGNO: Serata musicale, casa Toccafondi, P.zza Rangoni (dal 1882 P.zza Garibaldi). Pianoforte: Giulio Pellegrini e Carlotta Toccafondi, Nov. 1881. Jacopo Prato canta l'aria del "Don Checco"
DISEGNO: Bagni Pancaldi, Livorno Estate 1900. Orchestina Strauss: Adolfo Martini violino; (?) D'Amelio flauto; (?) Raspaolo contrabbasso; Giulio Pellegrini pianoforte
DISEGNO: 16 marzo 1884, casa Toccafondi. A.Toccafondi recita il monologo "Vorrei saper perchè". Quinto da sinistra: Pietro Mascagni all'età di 21 anni